BlackBerryItalia.it a rischio chiusura per le direttive UE su copyright

BlackBerryItalia.it a rischio chiusura per le direttive UE su copyright
 
Il Parlamento Europeo sta per approvare una direttiva contro la libertà di espressione che porterà censura e trasformerà il mercato digitale a solo vantaggio dei soli giganti del web. Infatti lo scorso 20 giugno, il Comitato Affari Legali del Parlamento Europeo (JURI) ha approvato la proposta di direttiva sul copyright nel mercato unico digitale. Questa proposta contiene due articoli molto critici. Sono l’art. 11, noto come “link tax”; e l’art. 13, noto come “macchina della censura”. Ma andiamo con ordine.
I due articoli in questione prevedono:
  • L’art. 11 – approvato per un solo voto di scarto, a conferma di quanto sia controversa e combattuta la questione – stabilisce che gli editori possano esigere un pagamento da chi condivide una notizia pubblicata, anche in forma di link o citazione. Questo rende difficile e costoso curare un’aggregazione di notizie. Condividere un link al sito di un quotidiano potrebbe richiedere un accordo formale con quel quotidiano, e un pagamento.
  • L’art. 13 rende le piattaforme online responsabili per eventuali violazioni del diritto d’autore dei contenuti che ospitano. Questo costringerà le piattaforme internet a creare sistemi di censura preventiva del materiale condiviso in rete. Siccome costerebbe troppo far fare questi controlli a degli esseri umani, il lavoro sarà affidato ad algoritmi. 
Saremo censurati, e i censori saranno macchine. L’esperienza di questi anni – ad esempio quella di Facebook nel contrastare le fake news – dice che gli algoritmi fanno molto male questo lavoro. Le aziende saranno tentate di censurare tutto o quasi, pur di evitare di pagare penali.
Ma quali saranno le conseguenze ?
  • l’Internet aperta che conosciamo, in cui gran parte dei contenuti sono generati e ritrasmessi da singoli individui e non da grandi organizzazioni, sparisce. Viene rimpiazzata da un’Internet fatta dalle grandi imprese, che hanno il denaro e la scala per adattarsi a queste regole.
  • l’Internet aperta che conosciamo si trasforma in una terra popolata di bot e algoritmi che filtreranno ogni contenuto veicolato dagli utenti e ogni loro attività on line, con evidenti ricadute negative per la privacy e per la nostra libertà di espressione.
A dare risalto a tutto questo, come molti di voi avranno già constatato, ci ha pensato Wikipedia con le sue pagine irraggiungibili da giorni ed oscurate dalla presenza di un banner che di fatto rappresenta anche il comunicato stampa che spiega le ragioni di questa scelta. La comunità italiana dell'enciclopedia online protesta contro le direttive dell'Unione europea sul copyright, che saranno discusse il prossimo 5 luglio quando il Parlamento europeo, in seduta plenaria, deciderà se accelerarne l'approvazione. 
 
Secondo la comunità italiana di Wikipedia, la direttiva UE sul copyright "minaccia la libertà online e crea ostacoli all'accesso alla Rete imponendo nuove barriere, filtri e restrizioni. Se la proposta fosse approvata, potrebbe essere impossibile condividere un articolo di giornale sui social network o trovarlo su un motore di ricerca. Wikipedia stessa rischierebbe di chiudere".
 
Il comunicato richiama poi anche i diversi appelli contro tali provvedimenti, come quelli firmati da 70 studiosi di informatica tra cui il creatore del web Tim Berners-Lee, 169 accademici, 145 organizzazioni operanti nei campi dei diritti umani, libertà di stampa, ricerca scientifica e industria informatica e della stessa Wikimedia Foundation, l'associazione non profit che sostiene Wikipedia.
Wikipedia comunque non è sola in questa battaglia. Oltre al Partito Pirata tedesco infatti si sono mossi anche colossi come Google, la cui esperienza diretta ha già dimostrato l'insostenibilità di tali provvedimenti, che porterebbero soprattutto gli editori più piccoli a non poter pubblicare. Ovviamente i rappresentanti dell'industria culturale sono contrari a tali posizioni e favorevoli alle proposte della Commissione UE.
 
Quello sul copyright e il diritto d'autore è un argomento spinoso e ovviamente è doveroso trovare un compromesso equilibrato tra i diritti degli autori e quelli degli utenti, ma si potrebbe forse osare di più, tentando di riformare davvero la concezione di copyright tradizionale portandola nel nuovo millennio e rendendola adatta allo spirito più genuino del Web, libero, aperto e collaborativo.
 
Non ci resta altro che attendere la decisione finale del Parlamento Europeo prevista per il prossimo 5 luglio che deciderà se accelerare l'approvazione della direttiva sul copyright limitando, di fatto e significativamente, la libertà di Internet. 
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