Android Oreo, tutte le novità del nuovo sistema operativo di Google

Android Oreo, tutte le novità del nuovo sistema operativo di Google

Android "Oreo" - nome in codice di Android O - è l'ottava versione principale del sistema operativo Android sviluppato da Google. È stato rilasciato per la prima volta come anteprima agli sviluppatori in versione alfa il 21 marzo 2017. La seconda anteprima agli sviluppatori è stata pubblicata il 17 maggio 2017 mentre l'8 giugno 2017 è stata rilasciata completa delle API . Una quarta versione è stata distribuita il 24 luglio 2017 mentre quella ufficiale al pubblico è di qualche giorno fa e più precisamente il 21 agosto 2017.

 

Cominciamo con il dire che da tempo si specula sul nome che Google avrebbe assegnato ad Android O. Storicamente ha sempre fatto riferimento a dolciumi di vario genere, da Nougat a KitKat, passando per Jelly Bean, Donut, Gingerbread, Cupcake, Eclair, Ice Cream Sandwich. Una tradizione divenuta ormai un vero marchio di fabbrica per Google. Pertanto la lettera "O" ha fin da subito suggerito il nome Oreo, il celebre biscotto prodotto dalla Mondelez International che, grazie agli oltre 490 miliardi di pezzi, è il più venduto del XX secolo.

Al di là del nome e del suo significato, vediamo le principali novità che verranno introdotte con il rilascio di Android Oreo.

Notifiche
Con Android Oreo, Google introduce il concetto di "canali". Le notifiche, a seconda della tipologia, possono essere raggruppate in delle specie di macro categorie, così come mostrato negli screenshot dall'azienda. Gli sviluppatori di terze parti potranno assegnare un colore differente alle notifiche delle proprie app (pensiamo, in futuro, al colore blu per Facebook, oppure alla colorazione verde per Whatsapp), ed in tal senso sarà molto probabile la presenza di una precisa regolamentazione per evitare confusione tra le applicazioni.

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Attraverso uno swipe sulla notifica stessa, è possibile posticiparla per poi visualizzarla in seguito secondo le specifiche esigenze dell'utente. È stata introdotta anche una più ampia possibilità di personalizzazione dei Quick Settings, al fine di poter razionalizzare l'organizzazione dell'iconica tendina di Android. In generale, un focus mirato a rendere le notifiche facilmente consultabili nella quotidianità.


Autonomia
Si tratta di un aspetto su cui Google si è concentrata molto negli ultimi anni. Con Android Marshmallow, è stata introdotta la funzione Doze, studiata per ottimizzare il consumo della batteria nei periodi di inattività, grazie ad un algoritmo in grado di gestire sapientemente i vari sensori presenti sullo smartphone ed il Play Service.

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Anche su Android Oreo il lavoro si è concentrato sui periodi di inattività del dispositivo e su ciò che effettivamente le applicazioni possono fare in background (dall'aggiornamento della posizione ai vari servizi), introducendo limiti maggiormente restrittivi. In tal senso occorrerà verificare quale sarà l'impatto nell'utilizzo quotidiano, con gli sviluppatori di terze parti che dovranno evidentemente adeguare le proprie app per garantire comunque un corretto funzionamento.

Applicazioni
I primi due aspetti coinvolgono già le applicazioni, ma è giusto sottolineare altre novità interessanti introdotte da Android Oreo, partendo innanzitutto dalla funzionalità di Autofill API.
È possibile scegliere un'app per la gestione delle password, esattamente come avviene per altri aspetti del sistema operativo (pensiamo, ad esempio, alla tastiera). L'applicazione scelta immagazzina tutti i dati dell'utente, che possono poi essere utilizzati da altri applicativi senza doverli reinserire. Il concetto dell'auto-completamento delle password avviene dunque a livello di piattaforma. Tutto passerà attraverso le nuove API che vadano ad implementare questa possibilità.

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Molto interessante l'introduzione delle icone auto-adattanti, ovvero in grado di cambiare forma in base al tema impostato dall'utente. Anche in questo caso, Google sceglie di dare libero spazio alla personalizzazione, un concetto che ha rappresentato da sempre un punto cardine del mondo Android.
L'azienda di Mountain View introduce anche la funzionalità Picture in Picture (PiP), mutuata da Android TV. È dunque possibile, su smartphone e tablet, riprodurre un video e ridurlo ad una sorta di finestra flottante (completamente personalizzabile), così da poter continuare ad utilizzare tutto il resto del sistema operativo (incluse altre applicazioni). Una possibilità comunque già vista, ad esempio, sulla TouchWiz di Samsung.


Audio
Grande attenzione anche alla parte audio. Android Oreo supporta infatti nuovi codec bluetooth di alta qualità. Questo potrebbe rappresentare un primo passo per l'adozione su larga scala del nuovo standard 5.0. Viene inoltre aggiunto il supporto al Wi-Fi Aware, ovvero la possibilità, su dispositivi con hardware apposito, di comunicare via Wi-Fi anche senza un access point. 

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Viene anche introdotta la nuova API AAudio, che strizza l'occhio all'audio professionale potendo offrire alte prestazioni a bassa latenza. Presente la possibilità di poter leggere e scrivere su flussi di dati, ed in questo ogni API sarà migliorata ed ulteriormente sviluppata nel corso del tempo con le successive release di Android O.

Per il momento i device che hanno ricevuto l'aggiornamento sono i Nexus ed i Pixel ma a breve l'update dovrebbe coinvolgere un po' tutti gli smartphone compreso il BlackBerry KEYone.

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